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LA PIETRA DELL’ALLEANZA

“Ritrovata a Santa Maria a Vico, sul monte Burrano, l’antica Pietra dell’Alleanza”

Riceviamo e pubblichiamo questa testimonianza dell’amico Clemente Guida di Santa Maria a Vico, conosciuto anche con l’esoterico nome di Daberdan; una notizia che sa dell’incredibile e che riportiamo tenendo fede al suo racconto.

Egli sostiene di aver riportato alla luce «La pietra dell’alleanza» o «dell’amore».

Oggi la custodisce gelosamente in un luogo sicuro. E’ lui stesso a riferire come e dove è avvenuto il ritrovamento: “Una voce misteriosa di cui non saprei specificare la provenienza, qualificatasi come quella di un avo illustre della mia casata, mi spinse a raggiungere la vetta del monte Burrano e precisamente il luogo meglio conosciuto come quello “dell’alleanza”, ma anche come “terreno del vescovo”.

Di una “pietra dei patti” abbiamo ricordo documentale come di una consuetudine legata ad antiche transazioni commerciali risalenti al X-XI secolo e sarebbe stata poi utilizzata regolarmente, soprattutto nelle società contadine dai “sanzani” pugliesi e siciliani, ed in genere in tutto il Regno di Napoli fino alla fine dell’Ottocento. Ma esistono riferimenti scritti che datano la sua presenza anche in epoche precedenti.

Ma procediamo nel racconto: “Tra continue vampate di calore al viso nonostante la rigida temperatura” prosegue a raccontare il nostro Daberdan, “dopo improbo lavoro a torso nudo, portai alla luce un blocco di pietra viva che, sotto il profilo storico e religioso, racchiude un valore inestimabile. Ho elementi sufficienti, infatti, per dedurne che si tratta della pietra della Santa Alleanza o dell’Amore”.

Ma a cosa serviva questa pietra?

Secondo la ricostruzione del Guida, l’utilizzo era diverso: “Su di essa venivano consacrati nel corso dei secoli i matrimoni o ratificati i trattati di pace fra popoli belligeranti. I nubendi, o coloro che dovevano ratificare l’alleanza, si stringevano la mano destra che ciascuno infilava nel tunnel del blocco di pietra mentre quella del celebrante o del paciere veniva introdotta attraverso una feritoia laterale a conclusione del rito”. Guida spiega anche perchè la pietra sia stata ritrovata nel suo terreno: «La presenza dì questa pietra sulla cima di un luogo impervio com’è il monte Burrano si spiega facilmente. Scavando nell’albero genealogico della mia famiglia, ho potuto appurare l’esistenza di un antenato che tutti chiamavano “il Vescovo”. È verosimile, che questo ecclesiastico, ritornando a Santa Maria a Vico dopo un’assenza di parecchi anni, abbia portalo con sé, nascondendolo nel terreno detto appunto “del Vescovo”, quel blocco così prezioso ora riportato alla luce. Rappresenta la testa di un toro, quasi a simboleggiare la forza, la stessa che cementa un patto d’amore indissolubile o un trattato di pace che non potrà mai venire smentito».

Tratto da enzo napolitano news

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